Leggere García Márquez in Iran. E Le mille e una notte al Cairo
By Annarée on Tuesday, 11 December 2007, 12:54 - le riflessioni dell'inconcludente - Permalink
“L’anno dei miei novant’anni decisi di regalarmi una notte di folle amore con un’adolescente vergine”. Così comincia il nuovo libro di Gabriel García Márquez Memoria delle mie puttane tristi, ideale proseguio del best seller L'amore ai tempi del colera.

Ma in Iran il traduttore - e probabilmente anche l'editore - ha ben pensato di proporre come titolo, per evitare la censura, qualcosa come ''Memoria delle mie innamorate tristi''. Peccato - si fa per dire - che il popolare scrittore colombiano sia andato a ruba, e le prime 5000 copie di stampa vendute in pochissimo tempo. Il Ministero della Cultura, venuto a sapere della scabrosa trama del libro, l'amore di un novantenne, appunto, per un'adolescente vergine, ha vietato la ristampa del libro scusandosi per "l'errore burocratico".
Se in Iran la censura è rigidissima e le uniche fonti di lettura libera sono il mercato nero, nemmeno l'Egitto scherza. Almeno a detta di Tarek Eltayeb, poeta e scrittore di origine sudanese, nato e cresciuto al Cairo e ora a Vienna da moltissimi anni: «Quattordici anni fa sono andato al Cairo per comprare una copia in arabo de Le mille e una notte. Mi hanno dato quattro piccoli libercoli dicendo che è la “versione migliorata e depurata da tutte le impurità morali e religiose”, quando sappiamo tutti benissimo che si tratta di un libro molto più sostanzioso. Succede spesso che si prendano gli autori antichi, si cerchino tutte le parole tabù e che queste vengano cambiate. Per esempio “la baciò” si trasforma in “la guardò negli occhi”, la “relazione” diventa “amicizia” oppure “se la portò a letto” diventa “la portò in giardino”».
Se in Iran la censura è rigidissima e le uniche fonti di lettura libera sono il mercato nero, nemmeno l'Egitto scherza. Almeno a detta di Tarek Eltayeb, poeta e scrittore di origine sudanese, nato e cresciuto al Cairo e ora a Vienna da moltissimi anni: «Quattordici anni fa sono andato al Cairo per comprare una copia in arabo de Le mille e una notte. Mi hanno dato quattro piccoli libercoli dicendo che è la “versione migliorata e depurata da tutte le impurità morali e religiose”, quando sappiamo tutti benissimo che si tratta di un libro molto più sostanzioso. Succede spesso che si prendano gli autori antichi, si cerchino tutte le parole tabù e che queste vengano cambiate. Per esempio “la baciò” si trasforma in “la guardò negli occhi”, la “relazione” diventa “amicizia” oppure “se la portò a letto” diventa “la portò in giardino”».



Comments