Pordenonelegge.it. Ma traduce, anche/ Giuseppe Antonelli e il traduttese
By Annarée on Wednesday, 26 September 2007, 15:05 - eventi - Permalink
Incontro con la Pulsatilla, Luca Serianni e Giuseppe Antonelli. Per discutere della nuova lingua della narrativa.

Pulsatilla è spiritosa, divertente, una ragazza in saloppette jeans in mezzo a due eminenti linguisti accademici ma illuminati, Luca Serianni e Giuseppe Antonelli. Legge brani del suo libro La ballata delle prugne secche con voce timida, dicendo che si aspettava che a Pordenone «ci fossero tre persone, e invece c'è una sala tutta piena».
Luca Serianni, da buon linguista qual è, spiega i principali tratti stilistici del romanzo italiano contemporaneo. Ma illuminante è Antonelli, autore di Lingua ipermedia, spiega: «La sensazione è che il punto di riferimento stia diventando la lingua corretta, scorrevole, pacatamente brillante o moderatamente letterata delle traduzioni. Oggi la narrativa italiana vende di più, ma sempre più spesso la sua scrittura somiglia a quella dei libri stranieri così come li conosce il pubblico. Gli editori l’hanno capito e mi sembra di avvertire –nell’editing e prima ancora nella selezione dei testi– una forte spinta all’omologazione sul "traduttese"», come aveva dichiarato anche a Stilos.
Forse una sorta di globalizzazione linguistica, si chiede qualcuno tra il pubblico? Forse. Fatto sta che lo stile semplificato alla Mille splendidi soli, di un autore americanizzato quale l'afghano Kahled Hosseini, si sta imponendo sempre più non solo sul mercato internazionale, ma anche e soprattutto sulla narrativa italiana.
Luca Serianni, da buon linguista qual è, spiega i principali tratti stilistici del romanzo italiano contemporaneo. Ma illuminante è Antonelli, autore di Lingua ipermedia, spiega: «La sensazione è che il punto di riferimento stia diventando la lingua corretta, scorrevole, pacatamente brillante o moderatamente letterata delle traduzioni. Oggi la narrativa italiana vende di più, ma sempre più spesso la sua scrittura somiglia a quella dei libri stranieri così come li conosce il pubblico. Gli editori l’hanno capito e mi sembra di avvertire –nell’editing e prima ancora nella selezione dei testi– una forte spinta all’omologazione sul "traduttese"», come aveva dichiarato anche a Stilos.
Forse una sorta di globalizzazione linguistica, si chiede qualcuno tra il pubblico? Forse. Fatto sta che lo stile semplificato alla Mille splendidi soli, di un autore americanizzato quale l'afghano Kahled Hosseini, si sta imponendo sempre più non solo sul mercato internazionale, ma anche e soprattutto sulla narrativa italiana.



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