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  <pubDate>Tue, 22 Apr 2008 14:13:36 +02:00</pubDate>
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    <title>Il maggio torinese, per scrivere e tradurre</title>
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    <pubDate>Wed, 09 Apr 2008 16:34:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>eventi</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fiera Internazionale del Libro di Torino e l'AutoreInvisibile&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;presentano &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Venerdì 9 maggio 2008 • ore 14.00 • Pagoda &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;TRADURRE PER I RAGAZZI NON È UN GIOCO DA RAGAZZI &lt;br /&gt;Fiammetta Giorgio (Mondadori Ragazzi), Beatrice Masini (Rizzoli), Paola Mazzarelli, Mariagrazia Mazzitelli (Salani) &lt;br /&gt;Coordina: Ilide Carmignani&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Sabato 10 maggio 2008 • ore 14.00 • Spazio Autori &lt;br /&gt;QUAL È IL TUO NOME, BAMBOLA? &lt;br /&gt;Il tradiano, il traduttese e l’italiano contemporaneo &lt;br /&gt;Giuseppe Antonelli, Massimo Bocchiola, Giuliana Garzone, Giorgio Pinotti (Adelphi), Alberto Rollo (Feltrinelli), &lt;br /&gt;Coordina: Ilide Carmignani &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 10 maggio 2008 • ore 17.00 • Sala Rossa &lt;br /&gt;EDOARDO SANGUINETI &lt;br /&gt;Tradurre i classici &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 11 maggio 2008 • ore 12.00 • Sala Azzurra &lt;br /&gt;TULLIO DE MAURO &lt;br /&gt;Sette tipi di traduzioni possibili &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si segnala inoltre: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 10 maggio 2008 • ore 12.00 • Padiglione 2 • Spazio Regione Puglia &lt;br /&gt;Besa Editrice presenta il libro: &lt;br /&gt;GLI AUTORI INVISIBILI INCONTRI SULLA TRADUZIONE LETTERARIA &lt;br /&gt;di Ilide Carmignani Susanna Basso, Renata Colorni, Marino Sinibaldi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni &lt;a href=&quot;http://www.fieralibro.it&quot;&gt;www.fieralibro.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Fabrizio de Andrè, Suzanne, Nancy e la traduzione</title>
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    <pubDate>Sun, 06 Apr 2008 13:41:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>le riflessioni dell'inconcludente</category>
            
    <description>Qualche tempo fa ho fatto una &lt;a href=&quot;http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2007/08/30/Suzanne-le-arance-della-Cina-e-le-ballate-di-De-Andre&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;riflessione&lt;/a&gt; sulla traduzione di Fabrizio de Andrè di ''Suzanne'' di Leonard Cohen. Ora, vagolando come una scheggia impazzita tra un blog di traduzione e l'altro, mi sono imbattuta nel gruppo dei traduttori di &lt;a href=&quot;http://www.anobii.com/anobi/forum_thread.php?tid=13360&amp;amp;pid=127&amp;amp;lid=#new_thread&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Anobii&lt;/a&gt;. Scoprendo questa perla...    &lt;p&gt;&lt;q&gt;&lt;q&gt;&lt;em&gt;(''Suzanne'' e ''Nancy'') queste erano due traduzioni che ho fatto molti anni fa da un collega canadese, Leonard cohen. io penso che quando un autore non e’ particolarmente in vena sia opportuno... non e’ tanto in vena, voglio dire, da assumersi l’onere l’incarico la responsabilità anche di fare un’opera in proprio, sia opportuno che traduca dai suoi colleghi che si esprimono in lingue diverse. si raggiungono nell’immediato due risultati, quello di esercitarsi e quello di mostrarsi anche soggettivamente umili. io credo che di umiltà ce ne sia bisogno qualsiasi cosa si faccia nella vita, si scelga di fare. E si può raggiungere uno scopo anche direi più interessante, che è quello di essere anche utili agli altri e insomma traducendo, in questo caso dall’inglese, si mette nelle condizioni le persone che non lo sanno, io compreso uso il vocabolario per tradurre, e di conoscere quel poco, quel tanto di poesia che può esserci nelle canzoni di alcuni dei nostri colleghi che si esprimono in lingue diverse. io ho un metodo particolare per tradurre, me ne fotto abbastanza della traduzione letterale. cerco di entrare più nello spirito della canzone che è stata scritta e soprattutto nello spirito dell’autore che l’ha pensata, che l’ha sentita che l’ha scritta. in questo confortato anche da quello che diceva il nostro grande critico d’arte don benedetto croce il quale asseriva che c’erano due categorie di traduzioni: quelle brutte e fedeli e quelle belle e infedeli e io, di fronte a quello che io riesco a reputare quello che sia il bello, sono disposto a qualsiasi terribile infedeltà...&lt;/em&gt;&lt;/q&gt;&lt;/q&gt;&lt;/p&gt;&lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;355&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/UzTQ_rb9xfc&amp;hl=en&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;transparent&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/UzTQ_rb9xfc&amp;hl=en&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; wmode=&quot;transparent&quot; width=&quot;425&quot; height=&quot;355&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Ti pretendo. In nome della traduzione, se c'è</title>
    <link>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2008/03/02/Ti-pretendo-In-nome-della-traduzione-se-ce</link>
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    <pubDate>Sun, 02 Mar 2008 17:57:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>equivoci</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://traduttoritaliani.cafebabel.com/public/traduttoritaliani/poster.jpg&quot; alt=&quot;poster&quot; /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;«Alcuni pretendono che gli studenti non abbiano problemi di alloggio», si traduce sulla &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2008/02_Febbraio/26/pop_poster.shtml&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;pagina&lt;/a&gt; del Corriere della Sera che mostra il famoso poster apparso in Francia come slogan rappresentativo del problema degli alloggi studenteschi d'oltralpe.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Eppure, il Corriere, nell'&lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_26/poster_scandalo_francia_960abf42-e454-11dc-9486-0003ba99c667.shtml&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;articolo&lt;/a&gt; firmato da Marco Consoli, in cui il giornalista illustrava il dramma vissuto da migliaia di studenti francesi e stranieri, e la genesi di questo poster, aveva scritto bene: «Alcuni fanno finta che gli studenti non abbiano problemi di alloggio…», traducendo dall'originale «Certains prétendent que les étudiants n'ont pas de problèmes de logement».
Invece, lo &quot;svarione&quot; che ha prodotto il verbo &quot;pretendere&quot;, sarà forse stato provocato dalla vista dei due ragazzi a letto con i genitori (o i nonni)?&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Corsi di traduzione letteraria. Ma anche di giornalismo, scrittura creativa e poesia</title>
    <link>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2008/02/21/Corsi-di-traduzione-giornalismo-poesia</link>
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    <pubDate>Thu, 21 Feb 2008 14:36:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>eventi</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://traduttoritaliani.cafebabel.com/public/traduttoritaliani/scrivere.jpg&quot; alt=&quot;scrivere&quot; /&gt;
(Foto di &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/thevinz/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;thevinz&lt;/a&gt;, flickr)
Sono ancora aperti i corsi di traduzione letteraria dall'inglese in italiano, di livello base ed avanzato, della casa editrice &lt;a href=&quot;http://www.storie.it/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Leconte&lt;/a&gt;. E quelli di giornalismo. A breve, anche un corso di poesia!&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;La casa editrice romana Leconte, unica ad aver finora pubblicato romanzi di autori americani quali &lt;a href=&quot;http://www.mezzanotteavita.com/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Jerry Stahl&lt;/a&gt; (autore televisivo di Twin Peacks, Alf e CSI tra gli altri), &lt;a href=&quot;http://www.lydia-lunch.org/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Lydia Lunch&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.storie.it/leconte-collane-trovatori.htm&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;H. E. Francis&lt;/a&gt;, cura corsi di traduzione letteraria dall'inglese in italiano di livello base e intermedio; corsi di giornalismo (corso base di 6 mesi, avanzato altri 6), e, tra poche settimane, anche di poesia. Il tutto a distanza, via posta e via mail.
Per saperne di più e avere tariffe ridotte, scrivetemi: traduzioni@cafebabel.com.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Shakespeare in sleep, sogna o è desto?</title>
    <link>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2008/02/01/Shakespeare-in-sleep-sogna-o-e-desto</link>
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    <pubDate>Fri, 01 Feb 2008 18:58:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>equivoci</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://traduttoritaliani.cafebabel.com/public/traduttoritaliani/./.364440303_6c4deb37df_o_s.jpg&quot; alt=&quot;la fin des terres&quot; /&gt;
(Foto: &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/philgyford/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Phil Gyfors&lt;/a&gt;, flickr)&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Discorrendo di una rappresentazione teatrale de &lt;em&gt;La tempesta&lt;/em&gt; di Shakespeare con un dotto amico filosofo, questi mi ha fatto notare che la &lt;a href=&quot;http://www.liberliber.it/biblioteca/s/shakespeare/la_tempesta/pdf/la_tem_p.pdf&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;traduzione ufficiale&lt;/a&gt; di alcuni dei suoi più celebri versi non coincide assolutamente con l’originale.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;I versi, pronunciati da Prospero, in italiano recitano:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Siamo fatti anche noi della materia&lt;br /&gt;
di cui son fatti i sogni;&lt;br /&gt;
e nello spazio e nel tempo d’un sogno&lt;br /&gt;
è racchiusa la nostra breve vita.&lt;br /&gt;
(Traduzione di Goffredo Raponi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma “nel tempo di un sogno” è un’interpretazione (critico-letteraria?) del “sonno” shakespeariano, uno stato mentale da cui probabilmente l’autore si sentiva “circondato”; il mio amico filosofo suggerisce di tradurre con “assediato”, ma è evidentemente una sua - voluta – esacerbazione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
We are such stuff&lt;br /&gt;
As dreams are made on; and our little life&lt;br /&gt;
Is rounded with a sleep.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa confusione traduttiva tra sonno e sogno, inevitabilmente mi rimanda all’omografo esistente in spagnolo: &lt;em&gt;sueño&lt;/em&gt; è infatti riconducibile sia a “sogno” che a “sonno”. E quest'ambiguità è stata sfruttata anche nell’adattamento teatrale &lt;a href=&quot;http://www.accademiadellafollia.it/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;dell’Accademia della Follia&lt;/a&gt; di Trieste: &lt;em&gt;La vida es sueño&lt;/em&gt; di Pedro Calderón de la Barca è stata infatti da loro ritradotta “La vita è sonno”.
Il sonno, dunque, come fuga dalla realtà?&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Leggere García Márquez in Iran. E Le mille e una notte al Cairo</title>
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    <pubDate>Tue, 11 Dec 2007 12:54:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>le riflessioni dell'inconcludente</category>
            
    <description>“L’anno dei miei novant’anni decisi di regalarmi una notte di folle amore con un’adolescente vergine”. Così comincia il nuovo libro di Gabriel García Márquez &lt;em&gt;Memoria delle mie puttane tristi&lt;/em&gt;, ideale proseguio del best seller &lt;em&gt;L'amore ai tempi del colera&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.anobii.com/books/010278086eb5b2b380/&quot; title=&quot;Per saperne di più su Memoria delle mie puttane tristi&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://image.anobii.com/anobi/image_item.php?a=2&amp;amp;type=4&amp;amp;isbn=8804544759&quot; title=&quot;Per saperne di più su Memoria delle mie puttane tristi&quot; alt=&quot;Immagine di Memoria delle mie puttane tristi&quot; style=&quot;padding: 5px;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    Ma in Iran il traduttore - e probabilmente anche l'editore - ha ben pensato di proporre come titolo, per evitare la censura, qualcosa come ''Memoria delle mie innamorate tristi''. Peccato - si fa per dire - che il popolare scrittore colombiano sia andato a ruba, e le prime 5000 copie di stampa vendute in pochissimo tempo. Il Ministero della Cultura, venuto a sapere della scabrosa trama del libro, l'amore di un novantenne, appunto, per un'adolescente vergine, ha vietato la ristampa del libro scusandosi per &quot;l'errore burocratico&quot;.
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se in Iran la censura è rigidissima e le uniche fonti di lettura libera sono il mercato nero, nemmeno l'Egitto scherza. Almeno a detta di &lt;a hreflang=&quot;en&quot; href=&quot;http://www.eltayeb.at/&quot; href:”http:=&quot;&quot; www.eltayeb.at=&quot;&quot; onclick=&quot;window.open(this.href,'_blank'); return false;&quot;&gt;Tarek Eltayeb&lt;/a&gt;, poeta e scrittore di origine sudanese, nato e cresciuto al Cairo e ora a Vienna da moltissimi anni: «Quattordici anni fa sono andato al Cairo per comprare una copia in arabo de &lt;em&gt;Le mille e una notte&lt;/em&gt;. Mi hanno dato quattro piccoli libercoli dicendo che è la “versione migliorata e depurata da tutte le impurità morali e religiose”, quando sappiamo tutti benissimo che si tratta di un libro molto più sostanzioso. Succede spesso che si prendano gli autori antichi, si cerchino tutte le parole tabù e che queste vengano cambiate. Per esempio “la baciò” si trasforma in “la guardò negli occhi”, la “relazione” diventa “amicizia” oppure “se la portò a letto” diventa “la portò in giardino”».</description>
    
    
    
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    <title>Churchill, linguista preveggente</title>
    <link>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2007/10/31/Churchill-linguista-preveggente</link>
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    <pubDate>Wed, 31 Oct 2007 11:01:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>le riflessioni dell'inconcludente</category>
            
    <description>&lt;p&gt;di &lt;a href=&quot;http://tendarossa.splinder.com/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Tendarossa&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a title=&quot;Per saperne di più su L' ultima sfera&quot; href=&quot;http://www.anobii.com/books/01c277e15d8d10a9d3/&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Per saperne di più su L' ultima sfera&quot; style=&quot;PADDING-RIGHT: 5px; PADDING-LEFT: 5px; PADDING-BOTTOM: 5px; PADDING-TOP: 5px&quot; alt=&quot;Immagine di L' ultima sfera&quot; src=&quot;http://image.anobii.com/anobi/image_item.php?type=4&amp;amp;isbn=8843033166&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ne &lt;em&gt;L'ultima sfera. Breve storia filosofica della globalizzazione&lt;/em&gt; Peter Sloterdijk osserva che nel momento in cui inizia la cosiddetta &quot;epoca delle scoperte&quot;, (XV secolo), gli europei si confrontano con un &quot;multiverso semiotico di enorme varietà&quot;. E in tutto questo, Churchill…&lt;/p&gt;    Il “multiverso semiotico” di Sloterdijk era costituito nel Quattrocento europeo da ben 5000 lingue – 6700 secondo un censimento dell'Unesco – e da una pluralità di dialetti e sottodialetti impossibili da quantificare. Il sogno di un &quot;iperlinguaggio&quot;, in grado di integrare tutto questo, è chiaramente un’utopia. Storicamente è prevalsa l'imposizione forzata delle lingue dei colonizzatori. Churchill ebbe un'intuizione preveggente quando scrisse la storia della potenza mondiale inglese non (solo) come storia di un impero, ma piuttosto come storia di uno spazio linguistico: &lt;em&gt;History of the English-Speaking People&lt;/em&gt;. &quot;Evidentemente” scrive Sloterdijk “previde che del &lt;em&gt;Commonwealth&lt;/em&gt; sarebbe sopravvissuto soprattutto il &lt;em&gt;commonspeak&lt;/em&gt;&quot; (p. 152, &lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;).</description>
    
    
    
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    <title>Corso di traduzione letteraria a distanza. E non solo</title>
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    <pubDate>Wed, 24 Oct 2007 16:16:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>eventi</category>
            
    <description>La Casa Editrice &lt;a hreflang=&quot;it,en&quot; href=&quot;http://www.leconte.it/&quot;&gt;Leconte&lt;/a&gt;, attenta alle nuove avanguardie letterarie, dall'informazione libera e condivisa, forma traduttori letterari dall'inglese, a distanza, con corsi tenuti da esperti nel settore. E anche di giornalismo e scrittura narrativa.    La formazione letteraria di un traduttore è fondamentale. Ai miei choupettes ho sempre detto che &quot;chi riesce a tradurre letteratura riesce a tradurre tutto&quot;. E quindi, per arricchire i vostri orizzonti traduttiferi, niente di meglio che tenersi aggiornati, confrontarsi, avere il piacere di una consulenza. Anche a distanza: sì, perché per il corso di traduzione letteraria non avrete bisogno di spostarvi, ma basterà disporre di una connessione a internet.
Chi ci vuole provare, può scrivermi: &lt;a href=&quot;http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2007/10/24/mailto:traduzioni@cafebabel.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;traduzioni@cafebabel.com&lt;/a&gt; e avrà un trattamento speciale. &lt;img src=&quot;/fr/themes/default/smilies/smile.png&quot; alt=&quot;:-)&quot; class=&quot;smiley&quot; /&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Date un'altra possibilità a Britney Spears. O almeno un'altra &quot;botta&quot;</title>
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    <pubDate>Sat, 06 Oct 2007 00:52:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>le riflessioni dell'inconcludente</category>
            
    <description>&lt;img src=&quot;http://traduttoritaliani.cafebabel.com/public/traduttoritaliani/fatbritney9zj.jpg&quot; alt=&quot;britneyobesa&quot; /&gt;In questi ultimi tempi si parla molto di Britney Spears e dell'allargamento delle sue... misure. Ma io, in controtendenza, vorrei spezzare una lancia in sui favore. Usando le parole di Paola Cortellesi, che ha interpretato a suo modo il britney-pensiero di ''Baby one more time'', celebre motivetto dei tempi d'oro dell'ex fidanzatina d'America, tradotto ''Dammi un'altra botta''...    &lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;355&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/XLDbXkgNZ-4&amp;rel=1&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;transparent&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/XLDbXkgNZ-4&amp;rel=1&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; wmode=&quot;transparent&quot; width=&quot;425&quot; height=&quot;355&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Dammi un'altra botta (''Baby one more time'')&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Zeay Zeay Zeay Zeay Zeay Zeay&lt;br /&gt;No No No No No No &lt;br /&gt;Zeay Zeay Zeay Zeay Zeay Zeay
&lt;br /&gt;Oh giovanotto come potevo sapere&lt;br /&gt;Che mi son sbagliata&lt;br /&gt;Oh giovanotto non sapevo lasciarti andare&lt;br /&gt;E adesso che non ci sei, zeay&lt;br /&gt;
Dimmi cosa devo fare, Mannaggia&lt;br /&gt;Giovanotto, ho bisogno di sapere&lt;br /&gt;
Oh perché&lt;br /&gt;
La solitudine mi straccia le palle e io,&lt;br /&gt;Giovanotto mio ancor ti voglio, giovanotto&lt;br /&gt;Senza di te sto male sai&lt;br /&gt;Dimmi che mi ami&lt;br /&gt;O almeno dammi un'altra botta!</description>
    
    
    
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    <title>Pordenonelegge.it. Ma traduce, anche/ Giuseppe Antonelli e il traduttese</title>
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    <pubDate>Wed, 26 Sep 2007 15:05:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>eventi</category>
            
    <description>Incontro con la Pulsatilla, Luca Serianni e Giuseppe Antonelli. Per discutere della nuova lingua della narrativa.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;a title=&quot;Per saperne di più su Lingua ipermedia&quot; href=&quot;http://www.anobii.com/books/0161fcb630b5e45e8b/&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Per saperne di più su Lingua ipermedia&quot; style=&quot;PADDING-RIGHT: 5px; PADDING-LEFT: 5px; PADDING-BOTTOM: 5px; PADDING-TOP: 5px&quot; alt=&quot;Immagine di Lingua ipermedia&quot; src=&quot;http://image.anobii.com/anobi/image_item.php?type=4&amp;amp;isbn=8881767732&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;a href=&quot;http://pulsatilla.splinder.com/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Pulsatilla&lt;/a&gt; è spiritosa, divertente, una ragazza in saloppette jeans in mezzo a due eminenti linguisti accademici ma illuminati, Luca Serianni e Giuseppe Antonelli. Legge brani del suo libro &lt;em&gt;La ballata delle prugne secche&lt;/em&gt; con voce timida, dicendo che si aspettava che a Pordenone «ci fossero tre persone, e invece c'è una sala tutta piena». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Serianni, da buon linguista qual è, spiega i principali tratti stilistici del romanzo italiano contemporaneo. Ma illuminante è Antonelli, autore di &lt;em&gt;Lingua ipermedia&lt;/em&gt;, spiega: «La sensazione è che il punto di riferimento stia diventando la lingua corretta, scorrevole, pacatamente brillante o moderatamente letterata delle traduzioni. Oggi la narrativa italiana vende di più, ma sempre più spesso la sua scrittura somiglia a quella dei libri stranieri così come li conosce il pubblico. Gli editori l’hanno capito e mi sembra di avvertire –nell’editing e prima ancora nella selezione dei testi– una forte spinta all’omologazione sul &quot;traduttese&quot;», come aveva dichiarato anche a &lt;em&gt;Stilos&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse una sorta di globalizzazione linguistica, si chiede qualcuno tra il pubblico? Forse. Fatto sta che lo stile semplificato alla &lt;em&gt;Mille splendidi soli&lt;/em&gt;, di un autore americanizzato quale l'afghano Kahled Hosseini, si sta imponendo sempre più non solo sul mercato internazionale, ma anche e soprattutto sulla narrativa italiana.</description>
    
    
    
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    <title>Pordenonelegge.it. Ma traduce, anche/ Yves Bonnefoy e Franco Loi</title>
    <link>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2007/09/24/Pordenone-leggeit-Ma-traduce-anche/-parte-prima</link>
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    <pubDate>Mon, 24 Sep 2007 18:49:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>eventi</category>
            
    <description>&lt;p&gt;Nel corso della manifestazione letteraria &lt;a href=&quot;http://www.pordenonelegge.it/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Pordenonelegge.it&lt;/a&gt;, tra le più importanti in Italia, poeti e traduttori a confronto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://traduttoritaliani.cafebabel.com/public/traduttoritaliani/277416992_82a6999ce5_m.jpg&quot; alt=&quot;running&quot; /&gt;
Bambini corrono per i vicoli di Pordenone&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;em&gt;Foto: pikromica/flickr&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Se &lt;a href=&quot;http://www.pordenonelegge.it/index.php?session=0S1428983841RF67Q76AOH&amp;amp;syslng=ita&amp;amp;sysmen=19&amp;amp;sysind=2&amp;amp;syssub=0&amp;amp;code=A2007&amp;amp;idautore=286&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Franco Loi&lt;/a&gt;, raffinatissimo poeta genovese naturalizzato a Milano, utilizza in poesia a sua stessa detta «il milanese come il marchigiano, l’inglese come lo spagnolo, è perché in quel momento quella particolare parola mi sembrava più espressiva per esprimere quel concetto», in &lt;em&gt;Che lingua fa?&lt;/em&gt;, sei appuntamenti a cura di Enzo Golino si è dibattuto anche di lingua della letteratura e traduzione, di letteratura in prosa e poesia. Ma non solo. Loi dichiara: «L’italiano è una lingua che si è formata più con i significati che con i suoni. Lo dimostra il fatto che quando vado in Germania a leggere le mie poesia, i miei interlocutori ascoltano senza bisogno di conoscere il significato. Invece se in Italia leggo una poesia in dialetto, il pubblico vuole sentire prima la versione in italiano. E invece la lingua della poesia è fatta anche e soprattutto di sonorità, senza ridursi a mero fatto estetico».&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;''De Diu sun matt, se streppa la cusciensa.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Vu’n gir, el pensi, me ‘l remeni, e vu…&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E püsse ‘l pensi, e pü ghe sun luntan.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Diu l’è schersûs… L’è cume fa la lüna,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;ch’i mè penser în nüver, e lü se scund.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Insci, me tundi via, parli cuj òmm,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;e matta l’è la lüna, ciara lünenta,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;cun la sua lüs che slisa ne la nott.''&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;(Franco Loi, Aria della memoria – Poesie scelte 1973-2002, Einaudi 2005)&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Un fenomeno, questo, che si ripete nel corso della lettura di tre poesie di &lt;a href=&quot;http://www.pordenonelegge.it/index.php?session=0S1529161114LH67PP90DU&amp;amp;syslng=ita&amp;amp;sysmen=19&amp;amp;sysind=2&amp;amp;syssub=0&amp;amp;code=A2007&amp;amp;idautore=260&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Yves Bonnefoy&lt;/a&gt;, matematico convertito alla poesia, uno dei poeti francesi viventi più importanti nella scena del secondo Novecento, traduttore di Shakespeare in Francia. Paolo Ruffilli, che intervistava di fronte ad una vasta platea il poeta francese, ha letto prima la traduzione, a cura di Fabio Scotto, e poi ha dato la parola al poeta. Chiedendogli poi come il traduttore deve operare. «Non si tratta di riportare alla lettera un verso. Il problema della traduzione porta con sé un livello di &lt;em&gt;significato concettuale trasgredito&lt;/em&gt;, che è inevitabile. Ma che è anche un desiderio del poeta, esaudito dal traduttore. Il semplice fatto di tradurre obbliga il traduttore a diventare un poeta: e la traduzione è suscettibile di aggiungere poesia alla poesia. Si perdono certo molti elementi dell’orginale, ma se ne aggiungono molti altri.
C’è poi il tema della &lt;em&gt;musicalità delle parole&lt;/em&gt;: il gusto per le sonorità è in questo caso fondamentale per mantenere un certo sentimento dell’unità. Purtroppo, nella poesia contemporanea la musicalità si sta perdendo sempre di più. E così come ogni lingua è uno strumento musicale indipendente, anche il traduttore deve essere, egli stesso, il creatore di una musica».&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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  <item>
    <title>Come ti traduco &quot;scotolato&quot; in svedese</title>
    <link>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2007/09/09/Come-ti-traduco-scotellato-in-svedese</link>
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    <pubDate>Sun, 09 Sep 2007 23:53:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>le riflessioni dell'inconcludente</category>
            
    <description>&lt;p&gt;Al festival della letteratura di Mantova il ciclo &lt;em&gt;Con traduttore a fronte&lt;/em&gt;, voluto dalla traduttrice Laura Cangemi. Dove si è discusso di problemi di traduzione, letteratura, e del ruolo del traduttore.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Finalmente in un festival d'importanza nazionale, come quello di letteratura a Mantova, i traduttori hanno un loro posto d'onore. E la responsabile delle traduzioni e delle interpretazioni della rassegna letteraria, Laura Cangemi, ha dato spazio, per alcuni degli autori, anche ai loro traduttori.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Una chiacchierata tra la scrittrice siciliana &lt;a href=&quot;http://www.feltrinelli.it/SchedaAutore?id_autore=500022&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Simonetta Agnello Hornby&lt;/a&gt;, autrice di &lt;em&gt;Boccamurata&lt;/em&gt;, e la sua traduttrice in svedese Barbro Andersson, che ha disvelato le difficoltà del tradurre. Due lingue così opposte: il sud e il nord, il giorno e la notte, la fantasia e la precisione: cioè il siciliano e lo svedese. Come tradurre proverbi, modi di dire, frasi fatte addirittura in siciliano nell'originale? Naturalmente non esiste una formula magica, convengono la Andersson e la Agnello Hornby. Ma una serie di stratagemmi che possono rendere il più possibile un valore equivalente nella lingua d'arrivo. Ecco che il traduttore assume un'importanza cruciale.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;D'altronde la scrittrice non risparmia nei suoi libri i regionalismi. E questo, per sua stessa ammissione, perché non conosce la parola in italiano. O forse, semplicemente il valore inconscio che dà alla parola &lt;a href=&quot;http://www.gelacittadimare.it/cotone.html&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;scotolato&lt;/a&gt; è molto più ampio del corrispondente italiano, &lt;q&gt;scrollato&lt;/q&gt;. E perché, scrivendo per mantenere la propria memoria della sua Sicilia, la lingua assume prepotentemente un valore aggiunto.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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  <item>
    <title>Suzanne, le arance della Cina e le ballate di De Andrè</title>
    <link>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2007/08/30/Suzanne-le-arance-della-Cina-e-le-ballate-di-De-Andre</link>
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    <pubDate>Thu, 30 Aug 2007 23:09:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>le riflessioni dell'inconcludente</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://traduttoritaliani.cafebabel.com/public/traduttoritaliani/./.arancecinesi_s.jpg&quot; /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And you want to travel with her
&lt;/em&gt;&lt;br style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;em&gt;And you want to travel blind
&lt;/em&gt;&lt;br style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;em&gt;And you know that she will trust you
&lt;/em&gt;&lt;br style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;em&gt;For you've touched her perfect body with your mind.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Leonard Cohen, &lt;em&gt;Songs Of Leonard Cohen&lt;/em&gt;,1967)&lt;/p&gt;    &lt;em&gt;E tu vuoi viaggiarle insieme
&lt;/em&gt;&lt;br style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;em&gt;vuoi viaggiarle insieme ciecamente
&lt;/em&gt;&lt;br style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;em&gt;perchè sai che le hai toccato il corpo
&lt;/em&gt;&lt;br style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;em&gt;il suo corpo perfetto con la mente.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Fabrizio De Andrè, &lt;em&gt;Canzoni&lt;/em&gt;, 1974)
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una lezione d'altissima lirica.
&lt;br /&gt;Per non dimenticare che la traduzione della poesia è poesia.</description>
    
    
    
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    <title>Tradurre la letteratura, il convegno</title>
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    <pubDate>Tue, 28 Aug 2007 12:20:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>eventi</category>
            
    <description>&lt;p&gt;A Urbino le V giornate della traduzione letteraria, con ospiti d'eccezione ed esperti nel settore.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://traduttoritaliani.cafebabel.com/public/traduttoritaliani/./.333717836_e9cd6684a6_m_t.jpg&quot; alt=&quot;liberliber&quot; /&gt;
Foto di &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/luciano_caputo/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Luciano Caputo/Flickr&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Una cornice splendida, quella urbinate, cittadina marchigiana medievale, luogo d'incontro ideale per tutti i professionisti della traduzione e, più in generale, per coloro che lavorano con la scrittura e la letteratura. Il convegno si svolge nell'ambito del progetto &lt;em&gt;Ottobre, piovono libri: i luoghi della lettura&lt;/em&gt;, con ospite d'onore Peeter Torop, specialista nella traduzione, a cura di &lt;a href=&quot;http://www.stefanoarduini.net/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Stefano Arduini&lt;/a&gt; e Ilde Carmignani, entrambi traduttori ed esperti linguistici.
Per maggiori informazioni ed iscrizioni visita il &lt;a href=&quot;http://www.centroeditoria.it/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=38&amp;amp;Itemid=0&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;sito&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Dammi 120 parole, sole-cuore-amore: ecco il toki pona</title>
    <link>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2007/08/26/Toki-pona-lingua-della-felicita-sole-cuore-amore</link>
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    <pubDate>Sun, 26 Aug 2007 21:56:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>le riflessioni dell'inconcludente</category>
            
    <description>&lt;p&gt;di &lt;a href=&quot;http://community.cafebabel.com/profile/display/tendarossa&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Tendarossa&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://traduttoritaliani.cafebabel.com/public/traduttoritaliani/./.822080180_b5a2ee0a6c_m_t.jpg&quot; alt=&quot;sabbia cuore amore&quot; /&gt;
Foto di &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/catepol/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;catepol, flickr&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Verso una globalizzazione linguistico-sentimentale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Toki Pona (buona lingua) è la lingua che va sempre più di moda sulla rete. L'ha inventata Elen Kisa, studentessa e traduttrice di Toronto, ed è composta di sole 120 parole. Sono infatti più che sufficienti per dialogare, comporre canzoni e poesie, e soprattutto chattare.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Ma la sua caratteristica principale è che le parole - da scrivere più che da pronunciare - che la compongono, per esplicita volontà della sua autrice, esprimono solo concetti positivi. Elen Kisa dice di essersi ispirata a Tolkien, la cultura Zen, il taoismo. Sul &lt;a href=&quot;http://tokipona.org&quot; hreflang=&quot;en&quot;&gt;sito ufficiale&lt;/a&gt; Toki Pona è &quot;the language of good&quot;.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
          <comments>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2007/08/26/Toki-pona-lingua-della-felicita-sole-cuore-amore#comment-form</comments>
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    <title>Il mondo di Banana Yoshimoto (Giorgio Amitrano)</title>
    <link>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2007/08/13/Il-mondo-di-Banana-Yoshimoto-Giorgio-Amitrano</link>
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    <pubDate>Mon, 13 Aug 2007 15:30:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>il libro del mese</category>
            
    <description>di &lt;a hreflang=&quot;it&quot; href=&quot;http://community.cafebabel.com/profile/display/tendarossa&quot;&gt;Tendarossa&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.anobii.com/books/01c5e0cc9b0b8efa5b/&quot; title=&quot;Per saperne di più su Il mondo di Banana Yoshimoto&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://image.anobii.com/anobi/image_item.php?type=4&amp;amp;isbn=8807840812&quot; title=&quot;Per saperne di più su Il mondo di Banana Yoshimoto&quot; alt=&quot;Immagine di Il mondo di Banana Yoshimoto&quot; style=&quot;padding: 5px;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amitrano, che insegna lingua e letteratura giapponese all'Orientale di
Napoli, ha tradotto in italiano - per la Feltrinelli - gran parte dei
lavori dell'autrice di Kitchen (oltre che di altri scrittori made in
Japan). Si tratta della riedizione, riveduta e aggiornata, di una
piccola guida già uscita nel 1999 - praticamente un testo imperdibile
per tutti gli appassionati dei romanzi di Banana Yoshimoto.&lt;br /&gt;Amitrano scrive molto bene, tant'è che un dubbio sorge spontaneo: a star lì a tradurre una grande scrittrice come la Yoshimoto si affina per forza di cose il proprio stile, oppure è proprio bravo di suo Amitrano, ed è la Yoshimoto che magari nella traduzione ci guadagna?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Un dubbio, questo, che viene inevitabilmente e legittimamente. Come ogni volta che si legge un autore non direttamente in lingua, originale ma in traduzione. Non si può fare a meno di chiedersi quanto conti nel risultato finale il &quot;filtro&quot; costituito dalla figura del traduttore: sappiamo ovviamente che nel passare da una lingua all'altra il testo originario perde qualcosa ma sappiamo anche (e vogliamo crederci) che guadagna delle qualità che nell'originale non aveva. Si tratta di provare a dire quasi la stessa cosa, sapendo che non potrà mai essere esattamente proprio la stessa cosa.
&lt;br /&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Primo Levi&lt;/strong&gt; al termine della sua traduzione del &lt;em&gt;Processo di Kafka&lt;/em&gt; spiegò: «Non credo che Kafka mi sia molto affine. Spesso, in questo lavoro di traduzione ho provato la sensazione di una collisione, di un conflitto, della tentazione immodesta di sciogliere a modo mio i nodi del testo: insomma, di correggere, di tirare sulle scelte lessicali, di sovrapporre il modo di scrivere a quello di Kafka. A questa tentazione ho cercato di non cedere». Il problema è quello di sovrapporsi, scrive Levi, di rendere comprensibile l'incomprensibile. Ci si potrebbe domandare se nel tradurre, essere a propria volta uno scrittore, non sia più d’ostacolo che d’aiuto: e se si scrivesse al posto dell’autore che si va traducendo?
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recentemente &lt;strong&gt;Vittorio Sermonti&lt;/strong&gt; ha tradotto l'&lt;em&gt;Eneide&lt;/em&gt;. In un'intervista colpisce in particolare una sua dichiarazione: «Ci sono anacronismi lessicali nella mia traduzione, davanti ai quali in genere i traduttori si fanno degli scrupoli terribili (...). Io non aggiorno eventi usi e culti di Virgilio ai giorni nostri, però uso un lessico più libero, più semplice, senza utilizzare quella predominazione scolastica che sembra obbligatoria. Virgilio non è un poeta fatto per infliggerlo ai nostri licei, perciò quella assurdità ho cercato di evitarla e ho tentato di fare una traduzione adeguata, perché io ritengo che se la traduzione di un testo bellissimo non è bella, la traduzione è sbagliata». L’ultima affermazione pone un bel problema di adeguatezza: la traduzione bella di un bel testo è corretta, la traduzione bella di un brutto testo non lo è?</description>
    
    
    
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    <title>La sottile arte dell'interprete</title>
    <link>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2007/08/06/La-sottile-arte-dellinterprete</link>
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    <pubDate>Mon, 06 Aug 2007 15:06:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>le riflessioni dell'inconcludente</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;A Woody Allen &lt;em&gt;Lost in translation&lt;/em&gt; gli faceva un baffo. (Segnalato da &lt;a href=&quot;http://community.cafebabel.com/profile/display/tendarossa&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Marcè&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;object height=&quot;353&quot; width=&quot;425&quot;&gt;&lt;param NAME=&quot;movie&quot; VALUE=&quot;http://www.youtube.com/v/IyKci431tEE&quot; /&gt;&lt;param NAME=&quot;wmode&quot; VALUE=&quot;transparent&quot; /&gt;
&lt;/object&gt;</description>
    
    
    
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    <title>L'impossibilità di tradurre il tempo. Quando il passato remoto va in sciopero</title>
    <link>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2007/05/30/Limpossibilita-di-tradurre-il-tempo-Quando-il-passato-remoto-va-in-sciopero</link>
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    <pubDate>Wed, 30 May 2007 16:23:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>le riflessioni dell'inconcludente</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://traduttoritaliani.cafebabel.com/public/traduttoritaliani/./.508208599_73fed857ac_m_t.jpg&quot; alt=&quot;perplesso&quot; /&gt;
(Foto: Flickr, &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/axell/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Axell&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Nella lingua di Dante, chissà perché, il passato remoto ha lasciato posto al passato prossimo. Nei miei idilliaci ricordi di studentessa erasmus s'inserisce anche quello di un professore di lingua spagnola per stranieri straordinario, dal quale ho tratto diversi spunti nell'insegnamento dell'italiano per stranieri. Si chiama José Plácido Ruiz Campillo, anzi spero che, dal momento che lo cito come fonte autorevole, arrivi fin qui e si ricordi di me. &lt;img src=&quot;/fr/themes/default/smilies/smile.png&quot; alt=&quot;:-)&quot; class=&quot;smiley&quot; /&gt; Lo cito in questa sede, perché mi ha illuminato su diverse cose, e in primis sull'utilizzo del passato remoto e del passato prossimo (e non dimentichiamo la sua splendida fissazione sulla &lt;a href=&quot;http://www.mec.es/redele/revista1/placido.shtml&quot; hreflang=&quot;es&quot;&gt;logicità del congiuntivo&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Non è difficile capire perché in italiano e in francese il passato remoto abbia lasciato spazio al prossimo: finché si tratta di verbi come &lt;em&gt;amai, sentii, ricordai,&lt;/em&gt; a parte il fatto che suona come un racconto boccacciesco, o al massimo come un italoparlante del sud Italia, non ci sono problemi di coniugazione.
Ma se pensiamo al classico esempio irregolare dei quiz tipo &lt;em&gt;Chi vuol esser milionario&lt;/em&gt;, passato remoto di &lt;em&gt;cuocere&lt;/em&gt;?, in molti faticano a trovare la risposta, me compresa. A proposito, qual è la risposta? &lt;img src=&quot;/fr/themes/default/smilies/wink.png&quot; alt=&quot;;-)&quot; class=&quot;smiley&quot; /&gt;
Idem con pommes de terre per quanto riguarda i cugini d'Oltralpe. Io, da meticolosa studentella, non ricordo di aver mai preso seriamente in considerazione l'idea di ricordarmi, oltre le famose provette liceali, i verbi al passé simple. Si studiano solo in caso di necessità, ovvero in presenza di insegnante puntiglioso e precisino. Pensiamo al solo verbo avoir: &lt;em&gt;j'eus, tu eus, il eut, nous eûmes, vous eûtes, ils eurent&lt;/em&gt;.
Se me lo ritrovo in uno dei mattoni che sono solita leggermi nelle serate di pioggia come questa, tipo &lt;em&gt;Madame Bovary&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;Le rouge et le noir&lt;/em&gt;, mi viene da guardare sul vocabolario. E io ho vissuto un anno in Francia.
Cosa significa tutto questo? Non solo che lo scarto tra lingua parlata e lingua scritta è notevole. Sì, certo, anche. Se in italiano si tratta di una certa pigrizia dei parlanti per l'eccessiva quantità di irregolari, in francese si tratta di una questione di evoluzione linguistica. Poiché c'era un'irregolarità nella coniugazione, risolta nel &lt;a href=&quot;http://fr.wikipedia.org/wiki/Patois&quot; hreflang=&quot;fr&quot;&gt;patois&lt;/a&gt; con una generalizzazione in &lt;em&gt;-it&lt;/em&gt; ma mai accettata dagli accademici, i parlanti hanno preferito dimenticarsene e passare al passato prossimo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ma in spagnolo questo non è avvenuto. Lo spagnolo parlante preferisce risparmiare in fonetica, infilandoti un'aspirazione al posto di una esse, uccidendo la -d- dei participi passati (&lt;em&gt;no me he enterado&lt;/em&gt; si pronuncia &lt;em&gt;no me é enterao&lt;/em&gt;, soprattutto in Andalusia), ma il passato remoto è intoccabile.
&lt;em&gt;Ayer me fue al estadio para ver la final.&lt;/em&gt; L'incallito tifoso del Barça direbbe così (o lo direbbe in catalano, ma qui entriamo in altri discorsi...). Invece un italiano userebbe il passato prossimo: Ieri sono stato allo stadio a vedere la finale. Cosa succede psicologicamente utilizzando i due tempi? Il primo è sentito già come un evento concluso, che non ha ripercussioni sul presente. Con il passato prossimo, invece, è come se l'evento avesse ancora una qualche influenza sul presente: il che potrebbe anche essere, nel caso la squadra del cuore avesse vinto la partita e il tifoso in questione avesse festeggiato alzando un po' troppo il gomito...
Se dicessi in spagnolo: &lt;em&gt;Ayer me he ido al estadio para ver la final&lt;/em&gt; e poi m'interrompessi, l'interlocutore mi direbbe: &lt;em&gt;Bueno, y qué?&lt;/em&gt;: lo sentirebbe come discorso non concluso.
Se notiamo, in effetti, il passato prossimo italiano, come in francese, spagnolo e portoghese, è un tempo composto. Ma composto da che? Ma dal presente, che risiede nell'ausiliare. E non è un caso: c'è un legame con il tempo fisico presente, o meglio con la percezione che abbiamo noi del tempo (fisici, illuminateci...).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Tutto questo polpettone per arrivare a cosa? Non c'è teoria senza pratica, miei cari. Se usiamo un passato prossimo per tradurre un passato remoto ispanico, non dimentichiamoci di specificare un indicatore temporale che delimiti l'azione nel passato, anche se nell'originale non c'è. Tanto più che è meglio chiarire ulteriormente una frase, aggiungendo dettagli, che non rimanere oscuri.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>a volte ritornano</title>
    <link>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2007/04/20/a-volte-ritornano</link>
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    <pubDate>Fri, 20 Apr 2007 13:48:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>re incipit</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;E così, sono passati dei mesi febbricitanti di lavoro e pieni di novità.
Non ho dimenticato il blog né voi traduttori sciupetti, gli ho solo dato un nuova spoglia: cosicché chi di voi è interessato a contribuire, mi faccia sapere! Gestirlo da sola è un po' difficile, in due può essere meno oneroso, in tre il top!&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;/fr/themes/default/smilies/smile.png&quot; alt=&quot;:)&quot; class=&quot;smiley&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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  <item>
    <title>Babelconcorso dell'anno first round, ecco i vincitori!</title>
    <link>http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/post/2007/04/20/Babelconcorso-dellanno-first-round-ecco-i-vincitori</link>
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    <pubDate>Mon, 29 Jan 2007 11:20:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Annarée</dc:creator>
        <category>babelconcorso</category>
            
    <description>&lt;p&gt;Eccoci, babelici traduttori, versatili dalle mille risorse.
Dopo i vari vortici di sfiga nei quali la zia Annarée è affondata, sono tornata agguerrita per comunicarvi i risultati di questo primo round.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Al 3° posto si piazza la mitica &lt;strong&gt;Anna Narcisi&lt;/strong&gt;, ora pure stagista distanzievole, che ha indovinato due proverbi in varesotto e ha capito il senso del terzo, ottenendo così ben 12 punti:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;1) &quot;Meglio morire un po' cattivo che del tutto fesso&quot;: Bon bon, ma minga cujun&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;2) &quot;Siamo fregati&quot;: Sem a post&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;3) &quot;Hai trovato pane per i tuoi denti&quot;
Anna si becca la mia foto dell'orrore, povera lei! Ma almeno avrà di che tirarsi su il morale...&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Al 2° posto &lt;strong&gt;Daniele &quot;olè&quot; Calisti&lt;/strong&gt;, ovvero meglio un marchigiano traduttore che un traduttore professionista! L'esimio Danieluzzo ha indovinato il senso di tutto e trovato i seguenti corrispondenti in marchigiano:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;1) Solo il significato italiano&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;2)&lt;em&gt; Stimo cumme lu porcu su la spianatora&lt;/em&gt;: un proverbio che parla da sé. Ed eccone l'interessante spiegazione:
Dicesi SPIANATORA, la tavola grande e rettangolare che si usa per spalmare la polenta. Ora, un analogo attrezzo ligneo è utilizzato come supporto inclinato dove, nel rito di uccisione del maiale, ques'ultimo viene adagiato a testa in giù dopo essere stato completamente legato. Mentre tutti tirano corde, l'esperto procede all'esecuzione del povero animale con coltellaccio affilato dopo aver disinfettato l'area della giugulare con acqua bollente.
Inspiegabilmente, quando viene messo a testa in giù legato, prima che alcuno si avvicini, il maiale inizia ad urlare peggio che quando l'orrendo rito viene consumato.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;3) E qui Olè Calisti ha dato il meglio di sé, trovando ben tre corrispondenti:
&lt;em&gt;Ha ddà vinì bbaffò&lt;/em&gt; (verrà l'uomo coi grandi baffi)
&lt;em&gt;Vàrda che mo rléi!&lt;/em&gt; (Vedi un po' che tra poco riscuoti... detto in genere dalle mamme prima che l'ultima goccia faccia traboccare il vaso e arrivino le tronitruanti sane mazzate)
&lt;em&gt;Curri curri che domà me tté fumo!&lt;/em&gt;
spiegazione: Nonno raccontava che tale Pino de (non ricordo il patronimico, penso Pino de la Carlona, cmq), soleva rullare le sigarette con le pagine del corriere adriatico tagliate in striscioline. Ora il corriere adriatico, come moltissimi organi di stampa locali, abbonda di cronaca nera locale (ammazzamenti e incidenti vari). Un giorno, alla guida della sua epica 127 che non faceva mai più dei 60, fu superato da una moto roboante. Tale pino, sghignazzando, pare abbia sibilato la suddetta frase.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Per Daniele la compilation &quot;La llorona&quot; di Lhasa, tanto per tirarsi su il morale nelle bianche giornate londinesi.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E al 1° posto, il podio di questo primo babelico round se l'aggiudica la sempremitica &quot;&lt;strong&gt;singolare&quot; (a sua detta) Michela Zanotti,&lt;/strong&gt; che ha azzeccato tutto: significati, proverbi, e chi più ne ha più ne metta! Se avesse potuto avrebbe inventato e divulgato lei proverbi sempre nuovi. Merita complimenti viverrimi anche perché essendo il veneto la sua Mater Favella ha dovuto ricercare i corrispettivi nella langue furlane, ben diversa, come saprete, da italiano e veneto.
Eccovi le sue risposte:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;1) &lt;em&gt;Mior murì da cojon che no jesi mase boins&lt;/em&gt;;
1bis: &lt;em&gt;A l'è mior murî da cojon che no jesi mase brâs&lt;/em&gt;;
1tris: &lt;em&gt;Mior une zornade di lof che no cent di piores&lt;/em&gt; (la più raffinata)&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;2) &lt;em&gt;I sin dal gjat&lt;/em&gt;;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;3) &lt;em&gt;Tu âs proprit cjatât chel dal formadi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Per &quot;singolare&quot; Micheluzza, un bel liberculo che le consegnerò personalmente (vista la vicinanza geografica), &quot;Bartleby lo scrivano&quot; di Melville, quello della Balena Bianca.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Menzione speciale per &lt;strong&gt;Agnese Gaia&lt;/strong&gt;, che ha allietato le mie orecchie con musicalità deandreesche quali &lt;em&gt;meggiu n'asen vivu ch'an miedegu mortu&lt;/em&gt;, corrispondente del primo proverbio. E a &lt;strong&gt;Daniele Sarcletti,&lt;/strong&gt; il trentino dal cuore a oriente, dove ha scovato il proverbio cinese &lt;em&gt;mao ku laoshu&lt;/em&gt;, e significa proprio &quot;il gatto chi piange il topo morto o versare lacrime di coccodrillo&quot; (mi sfugge il collegamento con &quot;semo del gato&quot;, ma complimenti per la ricerca orientale!).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;A presto per nuovi giuochi e sollazzi!
laziaAnnarée &lt;img src=&quot;/fr/themes/default/smilies/smile.png&quot; alt=&quot;:)&quot; class=&quot;smiley&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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